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Lecco si trova all'estremità meridionale del ramo orientale del Lario, nel
punto" ..in cui il lago cessa, e l'Adda ricomincia, per ripigliare nome di
lago..." (Manzoni) di garlate prima e, più a sud, di Olginate, per poi proseguire la sua corsa verso il Po.
Sorta su un ampio deposito alluvionale, la città è circondata dai monti
San Martino (1046 or) a nord, e Resegone (1875 m) a est, mentre sullo
sfondo si stagliano le cime dello Grigne (Grigna settentrionaLe 2409 m,
Grigna meridionale 2177 m). uno dei più famosi complessi dolomitici della Lombardia.
L'esistenza della città, collocata in posizione strategica alla confluenza di importanti vie d'acqua e di terra, in un territorio abitato
fin da epoche remote, è documentata per la prima volta nell'845, con la comparsa in un documento del nome
"Leuco".
Insediamento celtico, conquista dei Romani, fortezza bizantina e longobarda (vi sono resti di
fortificazioni sulla collina di Santo Stefano), poi contea carolingia.
Lecco divenne all'inizio dell'Xl secolo dominio degli arcivescovi di Milano. Alleata di Milano contro Como nella guerra decennale
(1117-1127), poi del Barbarossa contro la città ambrosiana, nel 1296 venne distrutta dai
milanesi Visconti, vittoriosi sui Della Torre appoggiati dai Lecchesi. Ricostruita agli inizi
del Trecento, la città fu sottomessa da Azzone Visconti.
Punto di forza della difesa nord-orientate del ducato di Milano, il territorio di Lecco - divenuto nel XV secolo
confinante con la repubblica di Venezia - subì, dopo continue lotte e varie traversie, la dominazione spagnola, con le carestie e la
peste portata dai Lanzichenecchi (1628).
lI dominio austriaco, durato, salvo la breve parentesi francese, dall'inizio del Settecento alla metà dell'Ottocento, quando la città venne unita al regno sabaudo e quindi d'Italia, segnò un periodo dì ripresa economica e sociale, con lo sviluppo delle industrie delta seta e del ferro. Quest'ultima, già viva nel XII secolo, favorita dalla ricchezza del suolo e dall'abbondanza di acqua come fonte di energia, esplose nella seconda metà dell'Ottocento.
L'industria del ferro soppiantò l'antica industria serica, di cui costituiscono testimonianza i diversi
stabilimenti sparsi sul territorio, filande abbandonate o convertite a nuove destinazioni (abitazioni, sedi di enti pubblici e così via).
L'industria siderurgica è oggi la principale attività e ricchezza del
lecchese e ha contribuito profondamente a disegnare l'aspetto della
zona.
Il comune di Lecco, nel secondo decennio del Novecento, ha esteso la sua giurisdizione ai rioni, un tempo autonomi, di
Castello, San Giovanni, Rancio, Laorca, Germanedo,
Acquate e Maggianico.
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